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=== Feudo di Aquileia ===
 
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[[Enrico IV di Franconia|Enrico IV]], sceso in Italia per ottenere la revoca della scomunica ricevuta da [[papa Gregorio VII]] (celebre l'episodio della cosiddetta [[umiliazione di Canossa]]), si trovò ben presto ad affrontare una rivolta dei nobili, dovuta alla sua lontananza e al fatto che il papa, pur avendo ritirato la scomunica, non aveva annullato la dichiarazione di decadenza del trono. Risolti i problemi con il papa, Enrico tentò di precipitarsi in patria per ristabilire il suo potere, scoprì però che i nobili locali che controllavano i valichi alpini si erano schierati con la nobiltà tedesca, vista al momento come favorita. Solo il patriarca di Aquileia [[Sigeardo di Beilstein]], bavarese anche lui come l'imperatore e fedele a questi, gli concesse di passare.
 
[[Enrico IV di Franconia|Enrico IV]], sceso in Italia per ottenere la revoca della scomunica ricevuta da [[papa Gregorio VII]] (celebre l'episodio della cosiddetta [[umiliazione di Canossa]]), si trovò ben presto ad affrontare una rivolta dei nobili, dovuta alla sua lontananza e al fatto che il papa, pur avendo ritirato la scomunica, non aveva annullato la dichiarazione di decadenza del trono. Risolti i problemi con il papa, Enrico tentò di precipitarsi in patria per ristabilire il suo potere, scoprì però che i nobili locali che controllavano i valichi alpini si erano schierati con la nobiltà tedesca, vista al momento come favorita. Solo il patriarca di Aquileia [[Sigeardo di Beilstein]], bavarese anche lui come l'imperatore e fedele a questi, gli concesse di passare.
 
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Da tale svolta il Friuli non ottenne benefici sostanziali e, anche a causa dell'assassinio di alcuni patriarchi per mano di partiti a loro avversi, si avviò ad un periodo di declino: il patriarca non riusciva più a conservare la coesione tra i comuni e frequenti divennero i tradimenti, le congiure e le lotte tra vassalli. Il conte di Gorizia divenne il principale avversario dell'autorità patriarcale. Durante il periodo del patriarca [[Raimondo della Torre]] - uno dei più importanti, durato tra il 1273 e il 1299 - nel [[1281]] scoppiò un conflitto con la [[Repubblica di Venezia]] per il possesso di parte dell'Istria.
 
Da tale svolta il Friuli non ottenne benefici sostanziali e, anche a causa dell'assassinio di alcuni patriarchi per mano di partiti a loro avversi, si avviò ad un periodo di declino: il patriarca non riusciva più a conservare la coesione tra i comuni e frequenti divennero i tradimenti, le congiure e le lotte tra vassalli. Il conte di Gorizia divenne il principale avversario dell'autorità patriarcale. Durante il periodo del patriarca [[Raimondo della Torre]] - uno dei più importanti, durato tra il 1273 e il 1299 - nel [[1281]] scoppiò un conflitto con la [[Repubblica di Venezia]] per il possesso di parte dell'Istria.
[[File:Basilica di aquilieia, interno, cappella torriani, sarcofago di rainaldo.JPG|upright=1.3|thumb|[[Basilica di Santa Maria Assunta (Aquileia)|Basilica di Aquileia]]: sarcofago del patriarca [[Raimondo della Torre]]]]
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[[File:5324 - Duomo di Udine - Teca con corpo Beato Bertrando di San Genesio.JPG|miniatura|sinistra|[[Duomo di Udine]]: urna del beato [[Bertrando di San Genesio]], patriarca di Aquileia ([[1334]]-[[1350]])]]
 
[[File:5324 - Duomo di Udine - Teca con corpo Beato Bertrando di San Genesio.JPG|miniatura|sinistra|[[Duomo di Udine]]: urna del beato [[Bertrando di San Genesio]], patriarca di Aquileia ([[1334]]-[[1350]])]]
 
Una fase di recupero si ebbe con il patriarcato di Bertrando ([[1334]]-[[1350]]) che conseguì numerosi successi sul piano militare e diplomatico senza mai trascurare i suoi doveri di vescovo<ref>Va ricordata però anche una sconfitta diplomatica ottenuta sul campo di [[battaglia di Parabiago|battaglia]] a [[Parabiago]] (attuale [[Provincia di Milano]]) nel [[1339]]; Bertrando si era alleato dalla parte di [[Mastino II della Scala]] e [[Lodrisio Visconti]], contro [[Azzone Visconti|Azzone]], [[Luchino Visconti (signore di Milano)|Luchino]] e [[Giovanni Visconti (arcivescovo)|Giovanni Visconti]], "[[Triumvirato#Signoria di Milano|triumviri di Milano]]", mandò quindi un gruppo di soldati ad aggregarsi alla lodrisiana [[Compagnia di San Giorgio]], la quale uscì sconfitta in data 21 febbraio di quell'anno.</ref>. Il 6 giugno del [[1350]], ormai novantenne fu ucciso in una congiura guidata dal conte di Gorizia e dal comune di Cividale presso l'attuale [[San Giorgio della Richinvelda]].<ref>Leicht, p. 80</ref>
 
Una fase di recupero si ebbe con il patriarcato di Bertrando ([[1334]]-[[1350]]) che conseguì numerosi successi sul piano militare e diplomatico senza mai trascurare i suoi doveri di vescovo<ref>Va ricordata però anche una sconfitta diplomatica ottenuta sul campo di [[battaglia di Parabiago|battaglia]] a [[Parabiago]] (attuale [[Provincia di Milano]]) nel [[1339]]; Bertrando si era alleato dalla parte di [[Mastino II della Scala]] e [[Lodrisio Visconti]], contro [[Azzone Visconti|Azzone]], [[Luchino Visconti (signore di Milano)|Luchino]] e [[Giovanni Visconti (arcivescovo)|Giovanni Visconti]], "[[Triumvirato#Signoria di Milano|triumviri di Milano]]", mandò quindi un gruppo di soldati ad aggregarsi alla lodrisiana [[Compagnia di San Giorgio]], la quale uscì sconfitta in data 21 febbraio di quell'anno.</ref>. Il 6 giugno del [[1350]], ormai novantenne fu ucciso in una congiura guidata dal conte di Gorizia e dal comune di Cividale presso l'attuale [[San Giorgio della Richinvelda]].<ref>Leicht, p. 80</ref>

Wersja z 13:16, 11 kwi 2020

Patria del Friuli [1] (łac. Patria Fori Iulii, Friulian: Patrie dal Friûl) było terytorium pod rządami doczesnymi Patriarchy Akwilei i jednym z kościelnych stanów Świętego Cesarstwa Rzymskiego. W 1420 r. Republika Wenecka przejęła ją, ale przez pewien czas pozostawała pod rządami własnych praw i zwyczajów.

The Patria del Friuli[1] (, Szablon:Lang-fur) was the territory under the temporal rule of the Patriarch of Aquileia and one of the ecclesiastical states of the Holy Roman Empire. In 1420, the Republic of Venice acquired it, but it continued to be ruled for some time under its own laws and customs. 

Foundation

Fundacja

Dawne księstwo Friuli we włoskim królestwie lombardzkim zostało podbite przez Karola Wielkiego w 774 roku i włączone jako marsz imperium karolińskiego. Kiedy w 952 r. Król Niemiec Otto I najechał Włochy, do Marszu w Weronie dołączył terytorium friulskie, rządzone przez książąt bawarskich, od 976 r. Przez książąt Karyntii. Podczas kontrowersji związanych z inwestycjami w 1077 r. Król Henryk IV zesłał margrabiego werońskiego księcia Bertholda II z Karyntii, tak jak opowiedział się po stronie przeciwnika Rudolfa z Rheinfelden. W dniu 3 kwietnia 1077 r. W Pawii Henry, wracając ze Szlaku do Canossy, patriarcha Sieghard z Beilstein uzyskał natychmiastowe prawa komunistyczne na ziemiach friulskich w Weronie, podnosząc go do rangi księcia-biskupa. Pozostały margrabiat przeszedł wraz z księstwem Karyntii do wasala Henry'ego Liutolda z Eppenstein.

The former Duchy of Friuli in the Italian Kingdom of the Lombards had been conquered by Charlemagne in 774 and incorporated as a march of the Carolingian Empire. When in 952 King Otto I of Germany invaded Italy, he added the Friulian territory to the March of Verona, ruled by the Dukes of Bavaria, from 976 by the Dukes of Carinthia.

During the Investiture Controversy of 1077, King Henry IV of Germany deposed the Veronese margrave Duke Berthold II of Carinthia, as he had sided with antiking Rudolf of Rheinfelden. On 3 April 1077 at Pavia Henry, on his way back from the Walk to Canossa, vested Patriarch Sieghard of Beilstein with immediate comital rights in the Friulian lands of Verona, raising him to the status of a Prince-Bishop. The remaining margraviate passed with the Carinthian duchy to Henry's vassal Liutold of Eppenstein.

Z kolei Sieghard bezpiecznie przeprowadził króla przez Alpy. Po powrocie do Niemiec król Henryk nominalnie przydzielił patriarchom zwierzchnictwo nad marszami Carniola i Istrii jako kościelnych książąt Świętego Cesarstwa Rzymskiego. Akt ten, tradycyjnie uważany za narodziny kościelnego państwa Akwilei, doprowadził do długotrwałego konfliktu z rywalizującymi margrabiami z Domu Karyntii w Sponheim i książąt Andechów z Meranii.

Sieghard in turn safely conducted the king across the Alps. Back in Germany, King Henry in addition nominally assigned the suzerainty over the marches of Carniola and Istria to the patriarchs as ecclesiastical Princes of the Holy Roman Empire. The act, traditionally regarded as the birth of the ecclesiastical state of Aquileia, led to a long-running conflict with the rivaling margraves from the Carinthian House of Sponheim and the Andechs dukes of Merania. 

Ekspansja

Patriarchat następnie rozszerzył swoją kontrolę polityczną na tym obszarze: regiony pod kontrolą Akwilei w kolejnych stuleciach obejmowały ziemie friulskie aż do Cadore, miasta Triest i środkowej części półwyspu Istria. Na maksymalnej wysokości Patriarchat Akwilei był jednym z największych państw we Włoszech. Szlachta z Patriarchatu była uczestnikiem krucjat. W 1186 r. Patriarcha Gottfried (Gitifredo Tedesco) koronował syna Fryderyka Barbarossy, Henryka VI, na Króla Włoch: w odwecie papież Urban III go obalił.

The Patriarchate subsequently extended its political control in the area: regions under Aquileian control in the following centuries included the Friulian lands up to Cadore, the city of Trieste and the central parts of the Istrian peninsula. At its maximum height, the Patriarchate of Aquileia was one of the largest states in Italy. Noblemen from the Patriarchate were participants in the Crusades. In 1186 Patriarch Gottfried (Gitifredo Tedesco) crowned Frederick Barbarossa's son, Henry VI, as King of Italy: in retaliation, Pope Urban III deposed him. 

Od 1127 r. Z Akwilei wyłonili się w Gorizii dynastie Meinhardiner, nazywając siebie hrabiami Görz. Ich autonomia została wzmocniona, kiedy odziedziczyli Cesarski Okręg Tyrolski w 1253 roku i zostali wyniesieni do Księstwa Świętego Cesarstwa Rzymskiego przez cesarza Karola IV w 1365 roku.

From 1127 the vogts at Gorizia from the Meinhardiner dynasty emerged from Aquileia, calling themselves Counts of Görz. Their autonomy was strengthened, when they inherited the Imperial County of Tyrol in 1253 and were elevated to Princes of the Holy Roman Empire by Emperor Charles IV in 1365. 

Na początku XIII wieku, szczególnie pod Volchero (1204–1218) i Bertrandem (1218–1251), patriarchat miał kwitnącą gospodarkę i życie kulturalne, wspierane dobrą siecią dróg. Uszkodzony przez trzęsienia ziemi i inne nieszczęścia, a zmniejszony do kilkuset mieszkańców, Akwileja została prawie opuszczona w XIV wieku. Stolica państwa została przeniesiona najpierw do Cividale, a następnie, od 1238 r., Do Udine w środkowej Friuli, która od XIII wieku była ulubioną rezydencją patriarchy i wkrótce stała się dużym miastem.

In the early 13th century, particularly under Volchero (1204–1218) and Bertrand (1218–1251), the Patriarchate had a flourishing economy and cultural life, supported by a good road network. Damaged by earthquakes and other calamities, and reduced to a few hundred inhabitants, Aquileia was nearly abandoned in the 14th century. The capital of the state was moved first to Cividale and then, from 1238, to Udine in central Friuli, which had been a favourite residence of the patriarch since the 13th century and soon became a large city. 

Rywalizacja z Wenecją

Patriarchowie odzyskali rządy marszu istryjskiego od książąt Meranii w 1209 r. Musieli jednak poradzić sobie z rosnącą potęgą morską Republiki Weneckiej, która pod koniec XIII wieku zajęła zachodnie wybrzeże Istrii od Capodistra ( Koper) do Rovinj (Rovigno). W 1291 roku został zawarty pokój w Treviso, po czym zachodnie wybrzeże półwyspu przypadło Wenecji. Pod koniec wieku patriarchat musiał stawić czoła rosnącej rywalizacji z Wenecją, a także wewnętrznym konfliktom między jej wasalami, a także zaplątał się w niekończące się wojny między Guelphsem a Gibellinami. W 1331 r. Wenecja włączyła również Polę (Pula) na południu. Pewne ożywienie nastąpiło za panowania Bertranda (1334–1350), odnoszącego sukcesy administratora i dowódcy wojskowego. Został zabity w 1350 roku na działce w wieku dziewięćdziesięciu lat.

The patriarchs had regained the rule of the Istrian march from the Dukes of Merania in 1209. However, they had to cope with the rising naval power of the Republic of Venice, which in the late 13th century had occupied the western Istrian coast from Capodistra (Koper) down to Rovinj (Rovigno). In 1291 a peace was made in Treviso, whereupon the western coast of the peninsula fell to Venice. In the late century the patriarchate had to face the increasing rivalry with Venice, as well as the inner strifes between its vassals, and also became entangled in the endless wars between Guelphs and Ghibellines. In 1331 Venice also incorporated Pola (Pula) in the south. A certain recovery occurred during the rule of Bertrand (1334–1350), a successful administrator and military leader. He was killed in 1350 in a plot, at the age of ninety. 

Hrabia Görz zachowali niektóre wewnętrzne ziemie Istrii wokół Pazina (Mitterburg), które zapisali w austriackim domu Habsburgów w 1374 r. W związku z zagrożeniem weneckim miasto Triest poddało się Habsburgom w 1382 r.

The Counts of Görz had retained some interior Istrian lands around Pazin (Mitterburg), which they bequeathed to the Austrian House of Habsburg in 1374. In view of the Venetian threat, the city of Trieste submitted to the Habsburgs in 1382. 

Od czasu przeniesienia patriarchalnej rezydencji do Udine Wenecjanie nigdy nie żyli w pokoju z patriarchatem, którego imperialną przychylność i skłonności byli zazdrośni. Od około 1400 r. Wenecja pod Doge Michele Steno i jego następca Tommaso Mocenigo zaczęli powiększać swoje dogado, zajmując zaplecze Akwilei. W tym samym czasie Patriarchat doznał wewnętrznego konfliktu między obywatelami Cividale i Udine.

Since the transfer of the patriarchal residence to Udine, the Venetians had never lived in peace with the Patriarchate, of whose Imperial favour and tendencies they were jealous. From about 1400, Venice under the Doge Michele Steno and his successor Tommaso Mocenigo began to enlarge its dogado by occupying the Aquileia hinterlands. At the same time, the Patriarchate suffered internal conflict between the citizens of Cividale and Udine. 

W 1411 r. Zamieniło się to w wojnę, która miała oznaczać koniec patriarchatu. Cividale otrzymał wsparcie od większości gmin friulskich, Carraresi z Padwy, króla Zygmunta Niemiec, również króla Węgier, a Udine był wspierany przez Wenecjan . W grudniu tego roku armia cesarska zdobyła Udine, a następnego stycznia Ludwika Tecka wprowadzono jako patriarchę do katedry w mieście. 23 lipca 1419 r. Wenecjanie podbili Cividale i przygotowali się do zrobienia tego samego z Udine. Miasto upadło 7 czerwca 1420 r. Po długim oblężeniu. Wkrótce potem Gemona, San Daniele, Venzone i Tolmezzo.

In 1411 this turned into a war which was to mark the end of the Patriarchate, Cividale having received support from most of the Friulian communes, the Carraresi of Padua, King Sigismund of Germany, also King of Hungary, while Udine was backed by the Venetians. In the December of that year an Imperial army captured Udine and, in the following January, Louis of Teck was implemented as patriarch in the city's cathedral. On July 23, 1419 the Venetians conquered Cividale and prepared to do the same with Udine. The city fell on June 7, 1420 after a long siege. Soon afterwards Gemona, San Daniele, Venzone and  Tolmezzo followed. 

Sekularyzacja

Tymczasowy autorytet patriarchy został utracony 7 lipca 1420 r., Kiedy jego terytoria zostały zsekularyzowane przez Wenecję. Doży Francesco Foscari w 1433 r. Podpisał umowę z cesarzem Zygmuntem, na mocy której cesarstwo scedowało Domini di Terraferma, rozciągając się od Morza Adriatyckiego po Alpy, do Republiki, a następnie oficjalnie jako lenno cesarskie. Terytoria wokół Gorizii i Akwilei zostały zachowane przez hrabiów Görz; ostatni hrabia Leonhard w 1500 r. przekazał swoje ziemie arcyksięciu Maksymilianowi Austrii, który również w 1511 r. zaanektował miasto Gradisca. Dawne ziemie gorskie zostały włączone do wewnętrznych posiadłości Habsburgów.

The temporal authority of the patriarch was lost on 7 July 1420 when its territories were secularised by Venice. Doge Francesco Foscari in 1433 signed an agreement with Emperor Sigismund, whereby the Empire ceded the Domini di Terraferma, stretching from the Adriatic Sea to the Alps, to the Republic, then officially as an Imperial fief. The territory around Gorizia and Aquileia proper was retained by the Counts of Görz; the last Count Leonhard in 1500 bequeathed his lands to Archduke Maximilian I of Austria, who also annexed the city of Gradisca in 1511. The former Görz territories were incorporated into the Inner Austrian possessions of the Habsburgs. 

W 1445 r., Po tym jak patriarcha Ludovico Trevisan na soborze we Florencji zgodził się na utratę swojej starożytnej posiadłości doczesnej w zamian za roczną pensję 5000 dukatów, pozwolił mu ze skarbca weneckiego. Odtąd tylko Wenecjanie mogli posiadać tytuł Patriarchy Akwilei. Dawne państwo friulijskie zostało włączone do Republiki Weneckiej pod nazwą Patria del Friuli, rządzoną przez Generalnego Proveditora lub Luogotenente mieszkającego w Udine. W 1523 r. Cesarz Karol V ostatecznie zrzekł się wszelkich cesarskich praw feudalnych na byłym terytorium Akwilei.

In 1445, after Patriarch Ludovico Trevisan at the Council of Florence had acquiesced in the loss of his ancient temporal estate in return for an annual salary of 5,000 ducats allowed him from the Venetian treasury. Henceforth only Venetians were allowed to hold the title of Patriarch of Aquileia. The former Friulian state was incorporated in the Venetian Republic with the name of Patria del Friuli, ruled by a General Proveditor or a Luogotenente living in Udine. In 1523 Emperor Charles V ultimately renounced any Imperial feudal rights to the former Aquileia territory. 

Parlament

Parlament friulski wyewoluował z coraz większych rozmiarów ad hoc rad patriarchalnych, zwołanych w XIII wieku w celu uzyskania finansowego i militarnego wsparcia barońskich baronów w prawie ciągłych wojnach patriarchów z sąsiadami. Pod koniec stulecia instytucja została uregulowana i na początku XIV wieku mówiła o sobie, że działa „w imieniu całej populacji Friuli” (nomine totius universitatis Foriiulii). Przez cały okres rządów patriarchalnych zasadniczą funkcją parlamentu było wojsko. Baronowie, duchowni i miasta uczestniczyli zgodnie ze swoimi obowiązkami wojskowymi wymienionymi w storya militiae. Obowiązki te zostały ustalone i okresowo zmieniane przez parlament. Sam patriarchalny demesne był winien służbę zgodnie z opowieścią. Główny wpływ patriarchy na parlament polegał na mianowaniu gastaldów w miastach, dzięki czemu mógł wpływać na wybór przedstawicieli, które miasta wysyłały do ​​parlamentu [2].

The Friulian parliament evolved out of ad hoc patriarchal councils of increasingly greater size, convoked in the 13th century to obtain the financial and military support of the Friulian barons in the near continual wars of patriarchs with their neighbours. By the century's end, the institution had become regularized and in the early 14th century it spoke of itself as acting "in the name of the whole population of Friuli" (nomine totius universitatis Foriiulii). During the entire period of patriarchal rule the parliament's primary function was military. Barons, ecclesiastics and towns participated according to their military responsibilities as listed in the talea militiae. These responsibilities were fixed and periodically changed by the parliament. The patriarchal demesne itself owed service according to the talea. The patriarch's chief influence over the parliament lay in his appointment of gastalds in the towns, by which means he could influence the choice of representatives the towns sent to parliament.[2] 

Parlament zbierał się dziesięć razy w roku i był szczególnie ważny podczas częstych wakatów w biurze patriarchalnym. Sesje plenarne nigdy nie trwały dłużej niż jeden dzień, a główna praca parlamentu była wykonywana przez komisje (consigli, single consiglio), z których dwie odbywały się regularnie. Pierwszy składał się z szesnastu mężczyzn - dwóch duchownych, dwóch baronów, ośmiu ministrów i czterech przedstawicieli miast - i wszystkich mianowanych przez patriarchę mianowanych osób. Komitet zbierał się przez jeden lub dwa dni bezpośrednio po sesji plenarnej w celu zastosowania swoich decyzji. Drugi komitet składał się z trzech przedstawicieli każdego z trzech stanów królestwa wybranych na sesji plenarnej i sześciu nominacji patriarchy. Patriarcha został ostatecznie ograniczony w swoich wyborach do członków parlamentu. Drugi komitet zasiadał przez sześć miesięcy, stając się w istocie stałym komitetem [2].

The parliament met up to ten times a year, and was especially important during vacancies in the patriarchal office, which were frequent. Plenary sessions never lasted more than one day, and the main work of the parliament was done by committees (consigli, singular consiglio), of which there were two were regular. The first was composed of sixteen men—two churchmen, two barons, eight ministeriales and four representatives of the towns—and any appointees the patriarch chose. This committee met for one or two days immediately after a plenary session to apply its decisions. The second committee consisted of three representatives each from the three estates of the realm elected by the plenary session and six appointees of the patriarch. The patriarch was eventually restricted in his selections to the members of parliament. This second committee sat for six months, becoming in essence a permanent committee.[2] 

Parlament miał pierwotną jurysdykcję w sprawach prawa feudalnego, spisku i buntu oraz w sprawach cywilnych przeciwko patriarchom. Był to także sąd ostateczny w prawie wszystkich przypadkach [2]. W marcu 1355 r. Parlament skodyfikował konstytucję Friuli, Constitutiones Patriae Foriiulii. Zostało to zmienione w 1366, 1368 i 1380 i potwierdzone przez Wenecję w 1429 roku. Pozostało ono podstawowym prawem Patrii del Friuli aż do upadku Wenecji w 1797 roku. [3]

The parliament had original jurisdiction in cases of feudal law, conspiracy and rebellion, and in civil actions against the patriarch. It was also the court of last resort in almost all cases.[2] In March 1355 the parliament codified a constitution for Friuli, the Constitutiones Patriae Foriiulii. This was amended in 1366, 1368 and 1380 and confirmed by Venice in 1429. It remained the fundamental law of the Patria del Friuli until the fall of Venice in 1797.[3] 

Parlament współpracował z patriarchą w kontaktach z obcymi mocarstwami, ale nie odegrał żadnej roli w podboju Wenecji i włączeniu Friuli do Domini di Terraferma w 1420 r. Niemniej jednak nadal działał w tej samej relacji z mianowanym porucznikiem (luogotenente) przez wenecki senat, tak jak miało to miejsce w przypadku patriarchy. Udine i Cividale przestały uczestniczyć, a parlament został podzielony na dwa zgromadzenia dla regionów na wschód i zachód od Tagliamento. W połowie XVI wieku utworzono osobne ciało - corpo della contadinanza - reprezentujące obszary wiejskie. Antykwariusz z XVI wieku, hrabia Girolamo di Porcia, zauważył nostalgicznie, że Friuli za patriarchów miało „bardziej formę republiki niż księstwa” (più a forma di repubblica che di principato) [2].

The parliament cooperated with the patriarch in treating with foreign powers, but it had no role in the Venetian conquest and incorporation of Friuli into the Domini di Terraferma in 1420. Nonetheless, it continued to function in the same relation to a lieutenant (luogotenente) appointed by the Venetian Senate as it had had with the patriarch. Udine and Cividale ceased to participate and the parliament was divided into two assemblies for the regions east and west of the Tagliamento. In the mid-16th century, a separate body—the corpo della contadinanza—representing the rural districts was created. A 16th-century antiquary, Count Girolamo di Porcia, remarked nostalgically that Friuli under the patriarchs had "more the form of a republic than of a principality" (più a forma di repubblica che di principato).[2] 

Przypisy

  1. Carla Marcato, "The Friulian Lexicon", in Rosa Mucignat, ed., The Friulian Language: Identity, Migration, Culture (Cambridge Scholars Publishing, 2014), p. 63: "at least since the twelfth century, the designation Patria del Friuli ("Fatherland of Friuli") has been used to indicate the Patriarchate of Aquileia, which as a territorial entity dates back to 1077. . . The designation Patria del Friuli continued to be used ... during Venetian rule over Friuli."
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 Helmut Georg Koenigsberger, "The Italian Parliaments from their Origins to the End of the 18th Century", in Politicians and Virtuosi: Essays on Early Modern History (London: The Hambledon Press, 1986), 27–62 [originally published in The Journal of Italian History 1, 1 (1978), 18–49]: "Friuli was a part of Italy in which a feeling of community developed without the help of compelling geographical or ethnic circumstances, neither of which, in fact, existed. The cohesion of the principality was due to the feudal overlordship of its prince, the patriarch of Aquileia. Since the prince was an ecclesiastic, this was not a dynastic overlordship. The state could therefore not pass to a foreign ruler by inheritance, nor could it be divided among a ruler's sons, as happened so frequently in the lay principalities of Germany during the middle ages. Most important of all, monarchical power tended to become institutionalised relatively early.".
  3. C. Foligno, "Review of Pietro Silverio Leicht, Parlamento Friulano, Vol. I (1228–1331)", The English Historical Review, 37, 148 (1922): 576–79.

Sources

Szablon:Catholic

Szablon:Stato storico Szablon:Storia del Friuli

Lo Stato patriarcale di Aquileia, detto anche, imprecisamente, patriarcato di Aquileia, e chiamato a partire dal XIII secolo[1] Patria del Friuli (in latino: Patriae Foriiulii; in friulano: Patrie dal Friûl), fu creato come stato vassallo del Sacro Romano Impero dal 1077 al 1420[2] e perdurò come organo di rappresentanza politica (Parlamento del Friuli) fino al 1805.

Terminologia

L'espressione patriarcato di Aquileia può essere usata per indicare tre realtà storiche ed entità giuridiche diverse, e cioè:[3]

  • la diocesi soggetta all'immediata e diretta giurisdizione del vescovo di Aquileia;
  • la provincia ecclesiastica di Aquileia, ossia l'insieme delle diocesi sulle quali la Chiesa aquileiese aveva giurisdizione canonica come arcidiocesi;
  • il principato temporale che determinate circostanze storiche assegnarono al capo della Chiesa aquileiese.[4]

Queste tre realtà non coincisero né temporalmente né quanto all'estensione territoriale, e subirono diverse modifiche nel corso dei secoli.

Estensione territoriale

Plik:Aquileia colonne palazzo patriarcale.jpg
Aquileia: le uniche due colonne rimanenti del palazzo patriarcale

I patriarchi di Aquileia, che già da secoli esercitavano l'autorità religiosa sul territorio, nel 1077 ottennero anche l'investitura feudale sul Friuli, che mantennero fino al 1420. In alcuni periodi storici i confini geografici e politici della Patria del Friuli si estesero sino in Istria, Valle del Biois, Cadore, Carinzia, Carniola e Stiria.

Il patriarca ebbe la sua residenza in diversi abitati della diocesi, pur mantenendo sempre il titolo di Aquileia: nominalmente ad Aquileia, ma in realtà risiedette prima a Forum Iulii (l'odierna Cividale del Friuli) e poi, dal 1238, a Udine.[5] La sua corte comprendeva popoli di lingua ed etnia diversi, unendo il mondo latino con quello germanico e quello slavo.

Storia

Inquadrato nel Ducato del Friuli durante il Regno longobardo, a seguito della conquista franca il territorio friulano venne organizzato come Marca del Friuli. Nel 952 venne istituita la Marca di Verona e di Aquileia, sottoposta inizialmente al Ducato di Baviera, assieme a Istria, Carinzia e Carniola, e poi, nel 976, inquadrata nel nuovo ducato di Carinzia. Il patriarca Poppone (1019-1042), familiare e ministro dell'imperatore Corrado II, consacrata il 13 luglio 1031 la nuova cattedrale e cinta di nuove mura Aquileia, si prodigò per liberarsi dal controllo del Ducato di Carinzia e si scontrò con i Veneziani a Grado, dove fu costretto, prima dalle armi della Repubblica di Venezia e poi da un sinodo papale, a rinunciare alla conquista di Grado.[6]

Feudo di Aquileia

Enrico IV, sceso in Italia per ottenere la revoca della scomunica ricevuta da papa Gregorio VII (celebre l'episodio della cosiddetta umiliazione di Canossa), si trovò ben presto ad affrontare una rivolta dei nobili, dovuta alla sua lontananza e al fatto che il papa, pur avendo ritirato la scomunica, non aveva annullato la dichiarazione di decadenza del trono. Risolti i problemi con il papa, Enrico tentò di precipitarsi in patria per ristabilire il suo potere, scoprì però che i nobili locali che controllavano i valichi alpini si erano schierati con la nobiltà tedesca, vista al momento come favorita. Solo il patriarca di Aquileia Sigeardo di Beilstein, bavarese anche lui come l'imperatore e fedele a questi, gli concesse di passare.

Il 3 aprile 1077, per la fedeltà dimostrata, Sigeardo ottenne dall'imperatore Enrico IV, che nel frattempo era riuscito a ristabilire la sua autorità, l'investitura feudale di Duca del Friuli, Marchese d'Istria e il titolo di Principe, costituendo quindi il Principato ecclesiastico di Aquileia, feudo diretto del Sacro Romano Impero.[7]

Il principato ecclesiastico era delimitato a nord dalle Alpi, a est dal corso del Timavo, a sud dal mare Adriatico ed a ovest dal corso del Livenza e, cosa piuttosto rara per i ducati dell'epoca, a parte alcuni piccoli territori sotto diretta dipendenza dell'Impero, godeva di unità territoriale.

I patriarchi di Aquileia divenuti vassalli dell'imperatore da questo momento furono soggetti all'autorità imperiale e la nomina doveva essere pertanto gradita al sovrano, i successori di Sigeardo, furono pertanto per lungo tempo tutti di origine germanica, e sotto di loro il potere patriarcale, che giunse ad includere anche Trieste, l'Istria, la Carinzia, la Stiria, ed il Cadore.

Sotto il patriarcato di Volchero (1204-1218) grande impulso fu dato ai traffici commerciali ed alle attività produttive, fu migliorata la rete viaria e brillante fu anche l'attività culturale.[8]

A Volchero successe il patriarca Bertoldo (1218-1251) il quale ebbe fin dall'inizio un occhio di riguardo per la città di Udine per la sua centralità ed in breve tempo passò da piccolo villaggio a metropoli. L'attuale Cividale del Friuli fu sede del Patriarcato fino al 1238, anno in cui Bertoldo si trasferì a Udine che assunse in tal modo sempre maggiore importanza divenendo col tempo il cuore istituzionale del Friuli.

Le mire di conquista dei ghibellini (filo-imperiali) Ezzelino III da Romano e Mainardo III, conte di Gorizia costrinsero il patriarca a cercare aiuto nel partito avversario (quello guelfo) alleandosi con Venezia e con il duca di Carinzia, diventando elemento di forza della lega guelfa e creando dunque una spaccatura con la linea politica seguita fino a quel momento.[9]

Da tale svolta il Friuli non ottenne benefici sostanziali e, anche a causa dell'assassinio di alcuni patriarchi per mano di partiti a loro avversi, si avviò ad un periodo di declino: il patriarca non riusciva più a conservare la coesione tra i comuni e frequenti divennero i tradimenti, le congiure e le lotte tra vassalli. Il conte di Gorizia divenne il principale avversario dell'autorità patriarcale. Durante il periodo del patriarca Raimondo della Torre - uno dei più importanti, durato tra il 1273 e il 1299 - nel 1281 scoppiò un conflitto con la Repubblica di Venezia per il possesso di parte dell'Istria.

Duomo di Udine: urna del beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia (1334-1350) Una fase di recupero si ebbe con il patriarcato di Bertrando (1334-1350) che conseguì numerosi successi sul piano militare e diplomatico senza mai trascurare i suoi doveri di vescovo[10]. Il 6 giugno del 1350, ormai novantenne fu ucciso in una congiura guidata dal conte di Gorizia e dal comune di Cividale presso l'attuale San Giorgio della Richinvelda.[11]

Il patriarca Marquardo di Randeck (1365-1381) raccolse tutte le leggi emanate in precedenza nella constitutiones Patriae Foriiulii, ossia costituzione della Patria del Friuli base del diritto friulano, che promulgò l'8 novembre 1366 a Sacile.

Con la nomina a patriarca del francese Filippo II di Alençon (1381-1388) si acutizzò il dissidio tra Udine e Cividale per l'egemonia sul patriarcato. Lo scontro degenerò nella guerra di successione al Patriarcato di Aquileia, nella quale con Cividale si schierarono gran parte dei comuni friulani, i Carraresi di Padova ed il re d'Ungheria; con Udine si schierarono invece Venezia e gli Scaligeri di Verona. La guerra ebbe termine nel 1388 con la rinuncia di Filippo II alla carica e con l'indebolimento di Padova e Verona, entrambe conquistate dai Visconti di Milano.[12]

Nel 1411 il Friuli divenne campo di battaglia per l'esercito imperiale (schierato con Cividale) e quello veneziano (schierato con Udine). Nel dicembre 1411 l'esercito dell'imperatore si impadronì di Udine ed il 12 luglio 1412 venne nominato nel duomo di Cividale il patriarca Ludovico di Teck, ristabilendo quindi la linea filo-imperiale. Di lì a poco i veneziani dichiararono guerra al Patriarcato, allo scopo di impadronirsi delle sue rotte commerciali e per eliminare un potente sostenitore dell'Impero, il quale a sua volta mirava a mantenere il patriarcato nella sua orbita per avere un accesso sicuro all'Adriatico. Gli scontri furono lunghi e sanguinosi, con alterne vicende, ed i veneziani si diedero spesso al saccheggio delle campagne per costringere i nemici alla fame; alla lunga però le truppe venete respinsero gradualmente quelle imperiali. Il 13 luglio 1419 i veneziani occuparono Cividale e si prepararono alla conquista di Udine, che cadde il 7 giugno 1420, dopo una strenua difesa; alla testa delle truppe di invasione e portante il vessillo di San Marco c'era Tristano di Savorgnan, nobile friulano che si era "dato" a Venezia. Perso anche l'ultimo baluardo e vista sfumare ogni possibilità di vittoria, i nobili friulani si arresero, e caddero infine Gemona, San Daniele, Venzone, Tolmezzo e Monfalcone: era la fine dello Stato patriarcale friulano. La pace fra Venezia e l'Impero sancì lo stato di fatto, riconoscendo ad entrambi i contendenti il possesso dei territori occupati in quel momento.[13]

L'annessione alla repubblica di Venezia

Szablon:Vedi anche Uscito gravemente indebolito dopo la guerra tra Repubblica di Venezia e regno d'Ungheria (1411-1413), nel 1420 il patriarcato venne invaso dalle truppe veneziane e, resi nulli i tentativi di riconquista del patriarca Ludovico di Teck, i territori dell'ormai ex-principato ecclesiastico passarono sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che li incorporò mantenendo per essi il nome di Patria del Friuli, quali entità autonoma nel corpo dei suoi Domini di Terraferma. Nel 1445 papa Eugenio IV riconobbe ai patriarchi la sola signoria di Aquileia, ormai ridotta a misero villaggio, finché anch'essa in seguito alla sconfitta della repubblica di Venezia nella guerra della Lega di Cambrai fu annessa al Sacro Romano Impero nel 1509, facendo cessare di fatto il potere temporale dei suoi patriarchi, che Szablon:Chiarire rimasero signori di Aquilea, San Daniele e San Vito.

Istituzioni

Szablon:...

Il parlamento del Friuli

Szablon:Vedi anche Il Patriarcato del Friuli s'impose come una delle più significative istituzioni politiche dell'Italia del tempo, dotandosi fin dal XII secolo di un Parlamento (la prima seduta si tenne il 6 luglio del 1231, il che ne fece uno dei parlamenti più antichi d'Europa), espressione massima della società friulana sotto il profilo istituzionale. Tale organismo prevedeva una rappresentanza assembleare anche dei comuni e non solo dei nobili e del clero. Uno dei compiti principali del Parlamento era quello di decidere per la pace e per la guerra, fissando con precisione il numero di soldati che ogni feudo o città doveva fornire.

La vita di quest'istituzione si protrasse per oltre sei secoli, il Parlamento fu mantenuto anche sotto la dominazione veneziana, anche se in parte svuotato di potere. Era composto da 70 membri, detti voci: 13 rappresentanti delle città e borghi, 12 rappresentanti del clero e 45 rappresentanti della nobiltà feudale. La sua ultima riunione si svolse nel 1805, in seguito fu abolito da Napoleone Bonaparte.[14]

Cronotassi

Szablon:Vedi anche

Note

  1. Scalon, passim; Scarton 2017, p. 625.
  2. https://forumeditrice.it/cirf-didattica-online/storia-patriarcato-aquileia.html
  3. Scarton 2013, p. 3
  4. Bertolini, p. 15
  5. Corbanese, p. 18
  6. Paschini, p. 55
  7. Corbanese, p. 51
  8. Corbanese, p. 52
  9. Leicht, p. 77
  10. Va ricordata però anche una sconfitta diplomatica ottenuta sul campo di battaglia a Parabiago (attuale Provincia di Milano) nel 1339; Bertrando si era alleato dalla parte di Mastino II della Scala e Lodrisio Visconti, contro Azzone, Luchino e Giovanni Visconti, "triumviri di Milano", mandò quindi un gruppo di soldati ad aggregarsi alla lodrisiana Compagnia di San Giorgio, la quale uscì sconfitta in data 21 febbraio di quell'anno.
  11. Leicht, p. 80
  12. Bertolini, p. 73
  13. Paschini, p. 91
  14. Leicht, p. 101

Bibliografia

  • AA. VV., Le monete dei Patriarchi di Aquileia, Editrice Veneta, Vicenza, 2012.
  • Szablon:La Bolla Iniuncta nobis, in Raffaele de Martinis, Iuris pontificii de propaganda fide. Pars prima, Tomo III, Romae 1890, p. 449
  • Bertolini G.L. – Rinaldi U., Carta politico amministrativa della Patria del Friuli al cadere della Repubblica Veneta, Società Storica Friulana, Udine, 1913.
  • Cargnelutti L. – Corbellini R., Udine Napoleonica. Da metropoli della Patria a capitale della provincia del Friuli, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1997.
  • Szablon:Cita libro
  • Cerroni D. – Gasperi P., "Il secondo periodo veneto (Seicento/Settecento)", in: Enciclopedia Monografica del Friuli, Istituto per l'enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, Udine, 1971.
  • Corbanese G.G., Il Friuli, Trieste e L'Istria nel periodo veneziano, Edizioni Del Bianco, Trieste, 1987.
  • Demontis L., Raimondo della Torre patriarca di Aquileia (1273-1299). Politico, ecclesiastico, abile comunicatore, Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2009.
  • Ellero G., DAF Dizionario autonomistico friulano, Istitût Ladin-Furlan Pre Checo Placerean, Codroipo, 2007.
  • Ellero G.: Patria del Friuli, un lungo percorso identitario, Arti Grafiche Friulane, Udine, 2009.
  • Leicht P.S., Breve storia del Friuli, Libreria editrice Aquileia, Udine, 1976.
  • Menis G.C., Storia del Friuli. Dalle origini alla caduta dello Stato patriarcale (1420) con cenni fino al XX secolo , Società Filologica Friulana, Udine, 2002
  • Paschini P., Storia del Friuli, Arti Grafiche Friulane, Udine, 2003 (IV edizione).
  • Scalon C., "La formazione del concetto di «Patria del Friuli»: un contributo al dibattito sull’identità friulana", in: Atti dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Udine, 84 (1991), pp. 175-193.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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